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STS-135: Flight Day 12 – Undocking


Gli equipaggi di Atlantis e ISS si sono svegliati alle 3:59 CEST con la canzone “Don’t Panic” dei Coldplay, suonata per il Pilota Doug Hurley.

Alle 8:28 CEST lo space shuttle Atlantis si è distaccato dalla Stazione Spaziale Internazionale, mentre il complesso orbitava ad una quota di 391 km sopra Christchurch, Nuova Zelanda. Atlantis ha trascorso 8 giorni, 15 ore e 21 minuti agganciata al laboratorio orbitale.

Prendendo in considerazione tutte le 37 missioni dedicate alla costruzione e manutenzione della ISS, gli shuttle hanno trascorso ben 276 giorni, 11 ore e 23 minuti attraccati alla stazione, pari a quasi 40 settimane.

Il pilota Doug Hurley ha portato Atlantis ad una distanza di circa 180 metri dall’avamposto orbitale, dove la navetta è rimasta ferma per circa 27 minuti durante i quali la ISS è stata fatta ruotare in modo da presentare il suo asse longitudinale in direzione dell’orbiter. Questa manovra ha consentito ai mission specialist Rex Walheim e Sandra Magnus di scattare foto digitali della stazione da angolazioni mai riprese nelle precedenti manovre di fly around. Completate le riprese, Hurley ha riacceso i razzi di manovra di Atlantis, abbassando lievemente l’orbita e allontanandosi definitivamente dalla ISS quando in Italia erano circa le 10:18 del mattino di martedì 19 luglio.

Dopo aver interposto la prevista distanza tra l’orbiter e la Stazione, gli astronauti di Atlantis, poco dopo mezzogiorno, hanno dato inizio all’ultima ispezione dello scudo termico con l’utilizzo del braccio robotico e della speciale estensione OBSS.

L’operazione, lenta e meticolosa, si è protratta fino alle 16:30 CEST, e non ha evidenziato alcun problema particolare. Il responso definitivo sarà comunque dato solo nella giornata del 20 luglio, dopo che il team di esperti TPS a terra avrà esaminato con cura le immagini raccolte.

L’analisi del TPS di Atlantis ha coinciso con l’ultimo utilizzo del braccio robotico dello Shuttle. Il dispositivo volò nello spazio la prima volta nell’ottobre 1981 su STS-2, in una missione condotta dal comandante e Joe Engle dal pilota Richard Truly che ne testarono il funzionamento per una decina di ore. Nella missione successiva, STS-3, Canadarm fece il suo esordio dispiegando nello spazio il primo carico utile, il Pla

sma Diagnostic Package, alla guida del comandante Jack Lousma e del pilota Gordon Fullerton.

Gli astronauti si sveglieranno per il Flight Day 13, l’ultimo interamente trascorso nello spazio, quando in italia saranno le 3:59 del mattino di mercoledì 20 luglio. La giornata sarà dedicata ai preparativi standard di pre-landing: verrà accesa una delle APU e si testeranno i movimenti delle superfici aerodinamiche nonché il funzionamento dei 42 thrusters di manovra. Ci sarà anche il tempo per alcune interviste e per lasciare nello spazio un ultimo carico utile: un piccolo satellite PicoSat (26x13x13 cm circa) destinato a testare alcune tecnologie legate alle celle solari.

Il 21 luglio 2011, 42° anniversario dello sbarco lunare di Apollo 11, segnerà il giorno della chiusura del programma Space Shuttle, con un’atterraggio previsto per le 11.58 CEST. Le previsioni meteo sono al momento ottime e non si prevedono ritardi legati alle condizioni atmosferiche.

[Tratto da AstronautiNEWS – Marco Zambianchi]

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