Fà buon riposo, Atlantis


Come avvenuto per lo Space Shuttle Discovery qualche settimana fa, è giunto anche per Atlantis il momento dello spegnimento finale avvenuto Giovedì 22 Dicembre 2011 presso il Kennedy Space Center, dopo 26 anni di onorata carriera e 33 missioni spaziali. Anche Atlantis verrà esposto al pubblico ma diversamente dal Discovery, questa navetta non dovrà intraprendere ulteriori viaggi dopo la sua disattivazione per raggiungere la sua dimora finale, infatti essa sarà esposta al KSC.

Brevi cenni storici
Il quarto Space Shuttle operativo della NASA, OV-104 “Atlantis” venne così battezzato in onore del vascello a due alberi per ricerche scientifiche marine del Woods Hole Oceanographic Institute del Massachusetts che solcò i mari dal 1930 al 1966. Questa nave aveva un equipaggio di 17 persone e poteva ospitare fino a cinque scienziati, i quali potevano utilizzare i due laboratori di bordo per i loro studi sull’ambiente marino. L’equipaggio poteva anche disporre dei primi dispositivi elettronici per la mappatura del fondale oceanico.

L’appalto per la costruzione della quarta navetta della flotta venne assegnato il 29 Gennaio 1979 alla Rockwell International. I lavori iniziarono il 3 Marzo 1980 e grazie all’esperienza accumulata con Enterprise, Columbia, e Challenger, Atlantis venne completata nella metà del tempo, misurato in ore-uomo, che servì all’assemblaggio del Columbia. Questo, grazie all’impiego di coperture termiche più grandi sulla parte superiore del corpo centrale del veicolo in luogo delle piccole mattonelle singole, che richiedevano più tempo e più attenzione per essere applicate.
L’assemblaggio della cabina per l’equipaggio iniziò il 30 Marzo 1980 mentre la navetta venne completata in tutte le sue parti il 10 aprile 1984 e dopo un anno di tests di tutti i suoi sistemi essa venne portata fuori dallo stabilimento di Palmdale in California il 6 Aprile 1985. Al momento del rollout pesava 68635 kg, ovvero circa 3,5 tons in meno del Columbia.
Di seguito Atlantis venne trasportata via terra alla Edwards Air Force Base sempre in California, da dove partì sul dorso di uno Shuttle Carrier Aircraft alla volta del Kennedy Space Center dove giunse il 9 Aprile 1985. Subito iniziarono i preparativi per il suo debutto spaziale, che avvenne il 3 Ottobre 1985 con la missione STS-51-J con un payload classificato per il Department of Defense statunitense. Di seguito Atlantis volò altre quattro volte per il DoD.

Vita operativa
Nelle sue 33 missioni spaziali, l’OV-104 ha dato il suo generoso contributo all’esplorazione spaziale. Atlantis ha lanciato le sonde planetarie Magellan e Galileo ed il Compton Gamma Ray Observatory. Nei suoi ambienti pressurizzati e nella sua stiva si sono tenute centinaia di esperimenti scientifici e tecnologici.
Il 31 Luglio 1992 questa navetta partì con l’equipaggio dell’STS-46 di cui faceva parte Franco Malerba, primo astronauta italiano; il carico principale era formato dal dispositivo italo-americano Tethered Satellite System (TSS-1). Dopo questa missione l’Orbiter venne sottoposto alla sua prima manutenzione generale (Orbiter Modification Down Period) durante la quale venne anche predisposto per l’aggancio alla Mir.
Atlantis fu il primo Space Shuttle ad agganciarsi alla Mir, con l’equipaggio dell’STS-71 dando inizio al programma Shuttle-Mir. Quando si agganciarono, il 29 Giugno 1995, i due veicoli formarono il più grosso mezzo spaziale che avesse mai orbitato la Terra. L’STS-71 fu anche il centesimo lancio abitato dal Cape e la prima missione con scambio di equipaggio.
Con l’STS-79, il quarto docking, l’Atlantis nel Settembre del 1996 riportò a casa Shannon Lucid dopo il suo record di permanenza sulla Mir di 188 giorni.
Dal Novembre 1997 al Luglio 1999 l’OV-104 venne sottoposto ad una seconda manutenzione OMDP ricevendo ben 165 modifiche, la maggior parte volte alle operazioni con l’International Space Station. Fra di esse val la pena ricordare la cosiddetta “Glass cockpit”, ovvero una moderna cabina di pilotaggio nella quale i displays meccanici vennero sostituiti da quelli elettronici. Fu il primo Shuttle a ricevere questo aggiornamento.
Nel Maggio del 2009 ha svolto la missione STS-125, l’ultima missione di manutenzione e di riparazione dell’Hubble Space Telescope.

Lo Space Shuttle Atlantis ha anche avuto ovviamente un ruolo chiave nella costruzione dell’International Space Station; l’OV-104 ha portato sull’ISS il laboratorio americano Destiny, la camera di decompressione Quest e diversi segmenti dell’Integrated Truss Structure, ovvero della “spina dorsale” della Stazione.
Infine, è stata portata a termine dall’Atlantis la missione STS-135, ovvero il 135esimo ed ultimo volo dello Space Shuttle Program, nel Luglio 2011. Al termine di questa missione, la navetta ha iniziato il percorso di decomissioning che porterà alla sua collocazione finale in un nuovo padiglione del Visitor Center del KSC, verso la fine del 2012 o agli inizi del 2013.

Alcuni dati essenziali
Dal 3 Ottobre 1985 al 21 Luglio 2011 ha svolto 33 missioni spaziali trascorrendo nello spazio 306 giorni, 14 ore, 12 minuti e 43 secondi percorrendo 4ˈ848 orbite della Terra per un totale di 202ˈ673ˈ974 km. Ha lanciato 14 satelliti e ha effettuato 19 agganci a stazioni spaziali, 7 con la Mir e 12 con l’ISS. Fra i cinque Space Shuttles che hanno volato nello spazio, Atlantis è stato quello che in un’occasione ha trascorso meno tempo a terra fra una missione e la seguente, quando venne lanciato nel Novembre del 1985 con la missione STS-61-B, cinquanta giorni dopo la precedente STS-51-J; infine, ha trasportato complessivamente 191 astronauti.

Una nuova attrazione per il Visitor Complex
Come per il Discovery, anche per l’Atlantis l’ultima operazione che ha sancito il termine della fase di “Transition and Retirement”, ha richiesto che il veicolo venisse acceso; in questo caso per permettere il ripiegamento dell’antenna in banda Ku avvenuto appunto nella mattinata di Giovedì 22 Dicembre e come già successo per il Discovery, anche per l’Atlantis lo spegnimento di tutti i suoi sistemi, avvenuto quindi in via definitiva, ha coinciso anche con l’ultimo spegnimento dell’insegna “Vehicle Powered” dell’Orbiter Processing Facility-2 alla presenza di alcuni ingegneri e responsabili della NASA durante una piccola ma emozionante celebrazione.
Nelle settimane precedenti erano già stati disinstallati dalla navetta i pods del Forward Reaction Control System (FRCS) dell’OMS (Orbital Manuevering System), e gli Space Shuttle Main Engines (SSMEs).

L’ultima dimora di Atlantis, come detto, sarà in un nuovo padiglione da 5900 m² del Visitor Complex del Kennedy Space Center in Florida. Lo Shuttle verrà sospeso con i portelloni della stiva aperti in posizione di volo orbitale, alle sue spalle verrà realizzata una proiezione digitale della Terra che ruoterà sotto di esso, proprio come se stesse ancora volando.

E proprio come se stesse ancora volando, verrà ammirato dalle generazioni future che visiteranno le installazioni storiche e le varie attrazioni del KSC.

Fonti: NASA, Wikipedia, NASASpaceFlight.com

[Tratto da Astronautinews – Luca Frigerio]

Immagine (C): NASA

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Expedition 30 in partenza.


Sono in fase di completamento i preparativi per il lancio di mercoledì 21 dicembre 2012 di una Soyuz diretta verso la stazione spaziale internazionale. L’equipaggio della Soyuz TMA-03M, che contribuirà a riportare a 6 il numero dei residenti della ISS, è composto da veterani: il comandante Oleg Kononenko (Roscosmos) e gli ingegneri di volo Andre Kuipers (ESA) e Donald Pettit (NASA).

Il lancio dal cosmodromo di Baikonur è previsto per le 14:16 CET, per un docking sul modulo Rassvet della ISS programmato per venerdì pomeriggio. A riceverli sulla stazione spaziale internazionale ci saranno il comandante della Expedition 30 Dan Burbank, il comandante della Soyuz TMA-22 Anton Shkaplerov e l’ingegnere di volo Anatoly Ivanishin, i quali hanno raggiunto la ISS lo scorso 13 novembre.

La missione Soyuz TMA-22 era originariamente prevista per lo scorso settembre, con l’equipaggio della Soyuz TMA-03M che avrebbe dovuto seguirla a metà novembre. Il fallimento del lancio di una Progress, che monta un terzo stadio identico a quello utilizzato nei lanci con equipaggio, avvenuto il 24 agosto 2011, ha però scombinato i piani originari.

Kononenko ha già passato 199 giorni in orbita come membro dell’Expedition 17 nel 2008. Kuipers è stato 11 giorni a bordo della ISS nel 2002 durante una missione di breve durata su una Soyuz, mentre Pettit è stato membro dell’Expedition 6 per una missione durata 5 mesi e mezzo nel 2002-2003. Era a bordo della stazione spaziale durante il tragico rientro del Columbia dalla missione STS-107. Successivamente ha fatto parte dell’equipaggio di Endeavour durante la missione STS-126 verso la ISS nel 2008.

Tra i momenti salienti dell’Expedition 30 è prevista la prima visita di una navicella cargo commerciale sulla ISS. Il lancio della capsula Dragon, sviluppata da Space Exploration Technologies (SpaceX), è previsto da Cape Canaveral per il 7 febbraio 2012. Diversamente da quanto avviene per i veicoli cargo russi (Progress) e quelli europei (ATV), le capsule commerciali di SpaceX (e successivamente quelle di Orbital Sciences) non effettueranno un docking automatico sul lato russo, ma verranno invece catturate dal braccio robotico della ISS e agganciate manualmente ai portelli del lato “internazionale” della stazione orbitante, in maniera analoga a quanto avviene per il veicolo giapponese HTV.

Immagine (C): NASA

[Tratto da Astronautinews – Matteo Carpentieri]

Sono in fase di completamento i preparativi per il lancio di mercoledì 21 dicembre 2012 di una Soyuz diretta verso la stazione spaziale internazionale.

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La sonda Mars Express ritorna progressivamente al completo funzionamento


I responsabili ESA del controllo della missione Mars Express stanno facendo continui progressi nel fare ritornare la sonda al completo funzionamento operativo.

La sonda Mars Express, lanciata dalla Agenzia Spaziale Europea e giunta in orbita attorno a Marte nel dicembre 2003 per una missione di studi programmata per due anni, si trova ormai nel suo ottavo anno operativo che hanno portato notevoli risultati nello studio e nella comprensione del Pianeta Ross.

Nello scorso mese di ottobre 2011, la sonda ha cominciato a manifestare diverse anomalie dovute a errori di lettura e scrittura nei banchi di memoria allo stato solido (SSMM), utilizzati dai sottosistemi della sonda per acquisire e conservare i dati rilevati dagli strumenti di bordo prima della loro trasmissione a Terra.

Queste tipologie di errori, manifestatesi anche nelle settimane precedenti, hanno portato la sonda ad entrare autonomamente in uno stato di protezione, progettato per escludere tutte le attività degli strumenti di rilevazione e con lo scopo di proteggere sia la sonda che la sua strumentazione da danni in caso di errori.

Questo tipo di anomalie non era stato previsto dai progettisti della sonda Mars Express, ma, attraverso l’attività del team di controllo della missione presso lo ESOC (ESA Space Operations Centre) di Darmstadt in Germania congiuntamente con tecnici esperti nella costruzione della sonda e altri esperti dell’ESA, è stato possibile trovare una soluzione e isolare il problema.

Per quanto non sia stato possibile comprendere le cause delle anomalie manifestate dagli SSMM, sono state ideate delle procedure che consentono alla sonda di recepire e eseguire i comandi senza essere condizionati dai problemi che hanno afflitto i banchi di memoria.

Da metà novembre 2011 la sonda Mars Express ha progressivamente ripreso a raccogliere dati scientifici per periodi sempre più lunghi durante ciascuna orbita intorno a Marte attraverso un singolo strumento per volta.

A seguito di questi incoraggianti progressi, il team di controllo della missione spera di poter raggiungere la piena efficienza della strumentazione della Mars Express nei primi mesi del 2012.

fonte ESA Operations

[Tratto da Astronautinews – Giuseppe Corleo]

I responsabili ESA del controllo della missione Mars Express stanno facendo continui progressi...

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Phobos Grunt: la situazione al 24 novembre


Dopo il primo contatto di martedì scorso (22/11), la stazione radio ESA di Perth è riuscita nuovamente a comunicare in entrambe le direzioni con Phobos-Grunt ieri, 23 novembre. I dati ricevuti sono stati ancora una volta inoltrati per l’analisi al centro di controllo missione in Russia.

L’antenna di 15 m di diametro è stata utilizzata durante ben 5 passaggi nella notte tra il 23 ed il 24 novembre tra le 20:19 e le 04:08 GMT. I tecnici al lavoro allo Space Operation Centre ESA di Darmstadt hanno ricevuto la buona notizia dell’avvenuto collegamento già dal primo passaggio disponibile.

“Il primo passaggio è stato un successo, in quanto il dowlink dalla sonda è stato attivato e siamo riusciti a ricevere la telemetria”, ha dichiarato Wolfgang Hell, il Service Manager di ESA per Fobos-Grunt.
Normalmente i dati di telemetria includono informazioni sullo stato di salute dei sistemi della sonda.
“I segnali ricevuti da Fobos-Grunt erano molto più forti di quelli iniziali ricevuti il 22 novembre, in parte grazie alla migliore conoscenza della posizione orbitale”.

Il secondo passaggio è stato molto breve ed è quindi stato utilizzato solo per inviare comandi alla sonda, senza ricezione di segnale di ritorno. I successivi tre passaggi, comunque, avvenuti nelle prime ore del 24 novembre, si sono rivelati più difficoltosi: nessun segnale è stato ricevuto da Fobos-Grunt.

Gli ingegneri ESA stanno studiando accuratamente la situazione in collaborazione con i controllori russi. Il problema potrebbe risiedere nel sistema di comunicazione della sonda. Durante i primi due passaggi una delle due antenne a basso guadagno di Fobos-Grunt era ottimamente direzionata verso Perth grazie alla posizione orbitale della sonda in quel momento, e quindi il contatto radio ha funzionato. Nei tre passaggi successivi, invece, la posizione orbitale della sonda è variata, e le comunicazioni sono state dirette all’altra delle due antenne, senza ricevere un segnale di ritorno.

“I nostri colleghi russi utilizzeranno questi risultati per risolvere la situazione e pianificare i prossimi comandi che invieremo alla sonda questa notte”, ha dichiaratao Manfred Warhaut, direttore delle operazioni per ESA.

Gli ingegneri ESA lavoreranno oggi per assistere e consigliare possibili strategie di comunicazione per consolidare il contatto stabilito. Altri cinque tentativi di comunicazione saranno disponibili nella notte tra il 24 ed il 25 novembre, e la priorità dell’utilizzo della stazione radio di Perth sarà nuovamente su Fobos-Grunt.

[Tratto da Astronautinews – Matteo Carpentieri]

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Fobos-Grunt: contatto stabilito da una Stazione radio ESA


La stazione di tracciamento ESA a Perth, in Australia, è riuscita a stabilire un contatto con la sonda russa Fobos-Grunt ieri, 22 novembre alle 20:25 UTC. Le comunicazioni con la missione diretta verso Marte si erano interrotte subito dopo il lancio, avvenuto lo scorso 8 novembre. Il team di ESA sta lavorando in stretto contatto con gli ingegneri russi per determinare il modo migliore per mantenere il contatto con la sonda. Nelle prossime ore si attendono ulteriori dettagli.

Fonte: ESA

[Tratto da Astronautinews – Matteo Carpentieri]

La stazione di tracciamento ESA a Perth, in Australia, è riuscita a stabilire un contatto con la sonda russa Fobos-Grunt ieri, 22 novembre alle 20:25 UTC.

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NASA estende la missione Messenger


L’ente spaziale americano ha annunciato che estenderà di un anno l’operatività della sonda in orbita intorno a Mercurio, una missione che avrebbe dovuto concludersi il prossimo 17 marzo.

La notizia è stata data lo scorso 9 novembre durante il 24mo meeting dello Science Team di Messenger, in corso ad Annapolis.

La missione in corso ha già consentito di rivoluzionare molte delle conoscenze sul piccolo pianeta, ed il prolungamento promette di svelare nuovi misteri: la sonda trascorrerà più tempo in prossimità della superficie, gli obiettivi scientifici saranno più vasti, le osservazioni dirette più mirate. Altro motivo di interesse è l’approssimarsi del picco di attività solare del ciclo in corso: come Mercurio saprà adattarsi al mutamento ambientale è oggetto di grande curiosità.

Sono 6 le domande cui Messenger è chiamata a dare risposta:

1) Qual è l’origine delle sostanze volatili presenti sulla superficie di Mercurio?
2) Fino a quando, nella storia del pianeta, si è avuto un vulcanismo attivo?
3) Com’è cambiata nel tempo la topografia mercuriana?
4) Qual è l’origine delle zone che presentano una densità esosferica maggiore?
5) Qual è l’impatto del ciclo solare sull’esosfera mecuriana e sui trasferimenti di sostanze volatili?
6) Cosa genera gli elettroni energetici di Mercurio?

Tutti questi importanti quesiti sono relativamente recenti, e sono stati sollevati proprio nel corso della fase iniziale della missione. E’ la speranza di tutti gli scienziati che il prolungamento delle attività consenta di trovare risposta ad almeno alcuni di essi.

fonte: NASA

[Tratto da Astronautinews – Paolo Actis]

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Sarà il 2012 l’anno della prima taikonauta?


Fra i candidati alla missione spaziale cinese che tenterà il primo storico docking manuale il prossimo anno, ci sono anche due donne; questo è quanto riferito da Stephen Clark di spaceflightnow.com riprendendo alcune notizie diffuse dai media cinesi.

Le due donne astronauta, entrambe pilota di cargo, sono fra i nove finalisti per uno o due voli abitati programmati dall’agenzia spaziale cinese per il 2012. Questo è quanto ripreso da Cark consultando le news dell’agenzia di stampa governativa Xinhua sul finire dello scorso mese di Ottobre. L’agenzia ha riportato le parole di Chen Shanguang, direttore dell’Astronaut Center of China, secondo cui la Cina deve avere sia astronauti uomini che astronauti donne per far progredire il proprio programma spaziale: “Le attività legate all’esplorazione spaziale sarebbero incomplete senza la partecipazione delle donne astronauta.”
Sempre secondo l’agenzia di stampa cinese, le due “taikonaute” sono sposate ed hanno circa 30 anni, ma ancora non ne sono stati comunicati i nomi.

Wu Ping, un portavoce del China Manned Space Engineering Office, ha spiegato che al momento ci sono nove astronauti in training per una o due missioni per il 2012. Il training prevede anche l’addestramento per il docking manuale con il modulo laboratorio Tiangong 1, lanciato il 29 Settembre scorso.
La capsula non abitata Shenzhou 8 si è agganciata autonomamente a Tiangong 1 lo scorso 3 Novembre raggiungendo una fondamentale tappa del programma spaziale cinese e spalancando di fatto le porte al prossimo lancio manned previsto, come già detto, per il 2012. Va detto che secondo le fonti cinesi, una o tutte e due le Shenzhou che voleranno il prossimo anno, saranno abitate in dipendenza dall’esito della missione della Shenzhou 8. E’ previsto che entrambe le Shenzhou debbano agganciarsi alla Tiangong 1. La Shenzhou può portare fino a tre taikonauti.

La Shenzhou 8 si separerà da Tiangong 1 verso il 14 Novembre per iniziare un secondo tentativo di aggancio nella luce solare, sempre secondo le parole di Wu, visto che il primo docking era avvenuto nella parte notturna dell’orbita per evitare interferenze con i raggi solari. Se anche il secondo docking dovesse avere successo, Shenzhou 8 si staccherà definitivamente da Tiangong 1, il 17 Novembre, per rientrare sulla Terra appesa ad un paracadute.
Shenzhou 9 verrà lanciata nella prima metà del 2012 e Shenzhou 10 verrà lanciata nella seconda metà.

Clark ha evidenziato che nella news dell’agenzia Xinhua, viene specificato che fra i nove astronauti in lizza per i voli del 2012 figurano anche Yang Liwei, il primo astronauta cinese, e Zhai Zhigang, il primo cinese ad effettuare un’attività extraveicolare.

Tiangong 1, lanciato il 29 Settembre 2011, resterà in orbita per due anni e riceverà le visite delle capsule abitate Shenzhou.

Fonte: spaceflightnow.com

[Tratto da Astronautinews – Luca Frigerio]

Fra i candidati alla missione spaziale cinese che tenterà il primo storico docking manuale il prossimo anno, ci sono anche due donne.

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