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Problema ad una cinghia, slitta il lancio di ATV-3


Il lancio di ATV-3, inizialmente previsto per il 9 marzo, è stato rinviato di almeno due settimane a causa di un problema al payload.

Durante l’ultima ispezione era stata notata una cinghia di ritenzione del carico eccessivamente allentata. Nonostante ciò si era deciso di procedere con i preparativi di lancio in attesa della Readiness Review, durante la quale si è poi deciso di rimandare il decollo per non andare incontro a possibili inconvenienti e consentire ai tecnici di accomodare meglio il carico all’interno del veicolo.

Il 27 febbraio ATV-3, era stato rinchiuso nel fairing; ora, per poter accedere allo scompartimento pressurizzato del veicolo, si renderà necessario rimuovere l’ogiva protettiva.
Per eseguire gli interventi i tecnici utilizzeranno uno speciale elevatore che viene normalmente utilizzato per poter accedere all’interno di ATV quando questo si trova in posizione verticale in cima all’Ariane.

Gran parte del carico era stato stivato verso la fine dello scorso anno; in febbraio, quando ATV era già stato issato sopra il razzo, erano stati aggiunti circa 600 kg di materiale “dell’ultimo minuto”.

L’Ariane V si trova nel Final Assembly Building, pronto per il rollout, che si terrà il giorno prima del lancio.

Stando alle ultime notizie, non ufficiali, che tengono in considerazione il tempo necessario per eseguire gli interventi di accomodamento del payload, il lancio dovrebbe avvenire il 23 marzo alle 04:31 (UTC). Il docking con la ISS slitterebbe quindi al 28 marzo.
La finestra di lancio di ATV si chiude a fine mese.

Fonte: ESA

Il lancio di ATV-3, inizialmente previsto per il 9 marzo, è stato rinviato di almeno due settimane a causa di un problema al payload.

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La sonda Mars Express ritorna progressivamente al completo funzionamento


I responsabili ESA del controllo della missione Mars Express stanno facendo continui progressi nel fare ritornare la sonda al completo funzionamento operativo.

La sonda Mars Express, lanciata dalla Agenzia Spaziale Europea e giunta in orbita attorno a Marte nel dicembre 2003 per una missione di studi programmata per due anni, si trova ormai nel suo ottavo anno operativo che hanno portato notevoli risultati nello studio e nella comprensione del Pianeta Ross.

Nello scorso mese di ottobre 2011, la sonda ha cominciato a manifestare diverse anomalie dovute a errori di lettura e scrittura nei banchi di memoria allo stato solido (SSMM), utilizzati dai sottosistemi della sonda per acquisire e conservare i dati rilevati dagli strumenti di bordo prima della loro trasmissione a Terra.

Queste tipologie di errori, manifestatesi anche nelle settimane precedenti, hanno portato la sonda ad entrare autonomamente in uno stato di protezione, progettato per escludere tutte le attività degli strumenti di rilevazione e con lo scopo di proteggere sia la sonda che la sua strumentazione da danni in caso di errori.

Questo tipo di anomalie non era stato previsto dai progettisti della sonda Mars Express, ma, attraverso l’attività del team di controllo della missione presso lo ESOC (ESA Space Operations Centre) di Darmstadt in Germania congiuntamente con tecnici esperti nella costruzione della sonda e altri esperti dell’ESA, è stato possibile trovare una soluzione e isolare il problema.

Per quanto non sia stato possibile comprendere le cause delle anomalie manifestate dagli SSMM, sono state ideate delle procedure che consentono alla sonda di recepire e eseguire i comandi senza essere condizionati dai problemi che hanno afflitto i banchi di memoria.

Da metà novembre 2011 la sonda Mars Express ha progressivamente ripreso a raccogliere dati scientifici per periodi sempre più lunghi durante ciascuna orbita intorno a Marte attraverso un singolo strumento per volta.

A seguito di questi incoraggianti progressi, il team di controllo della missione spera di poter raggiungere la piena efficienza della strumentazione della Mars Express nei primi mesi del 2012.

fonte ESA Operations

[Tratto da Astronautinews – Giuseppe Corleo]

I responsabili ESA del controllo della missione Mars Express stanno facendo continui progressi...

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Phobos Grunt: la situazione al 24 novembre


Dopo il primo contatto di martedì scorso (22/11), la stazione radio ESA di Perth è riuscita nuovamente a comunicare in entrambe le direzioni con Phobos-Grunt ieri, 23 novembre. I dati ricevuti sono stati ancora una volta inoltrati per l’analisi al centro di controllo missione in Russia.

L’antenna di 15 m di diametro è stata utilizzata durante ben 5 passaggi nella notte tra il 23 ed il 24 novembre tra le 20:19 e le 04:08 GMT. I tecnici al lavoro allo Space Operation Centre ESA di Darmstadt hanno ricevuto la buona notizia dell’avvenuto collegamento già dal primo passaggio disponibile.

“Il primo passaggio è stato un successo, in quanto il dowlink dalla sonda è stato attivato e siamo riusciti a ricevere la telemetria”, ha dichiarato Wolfgang Hell, il Service Manager di ESA per Fobos-Grunt.
Normalmente i dati di telemetria includono informazioni sullo stato di salute dei sistemi della sonda.
“I segnali ricevuti da Fobos-Grunt erano molto più forti di quelli iniziali ricevuti il 22 novembre, in parte grazie alla migliore conoscenza della posizione orbitale”.

Il secondo passaggio è stato molto breve ed è quindi stato utilizzato solo per inviare comandi alla sonda, senza ricezione di segnale di ritorno. I successivi tre passaggi, comunque, avvenuti nelle prime ore del 24 novembre, si sono rivelati più difficoltosi: nessun segnale è stato ricevuto da Fobos-Grunt.

Gli ingegneri ESA stanno studiando accuratamente la situazione in collaborazione con i controllori russi. Il problema potrebbe risiedere nel sistema di comunicazione della sonda. Durante i primi due passaggi una delle due antenne a basso guadagno di Fobos-Grunt era ottimamente direzionata verso Perth grazie alla posizione orbitale della sonda in quel momento, e quindi il contatto radio ha funzionato. Nei tre passaggi successivi, invece, la posizione orbitale della sonda è variata, e le comunicazioni sono state dirette all’altra delle due antenne, senza ricevere un segnale di ritorno.

“I nostri colleghi russi utilizzeranno questi risultati per risolvere la situazione e pianificare i prossimi comandi che invieremo alla sonda questa notte”, ha dichiaratao Manfred Warhaut, direttore delle operazioni per ESA.

Gli ingegneri ESA lavoreranno oggi per assistere e consigliare possibili strategie di comunicazione per consolidare il contatto stabilito. Altri cinque tentativi di comunicazione saranno disponibili nella notte tra il 24 ed il 25 novembre, e la priorità dell’utilizzo della stazione radio di Perth sarà nuovamente su Fobos-Grunt.

[Tratto da Astronautinews – Matteo Carpentieri]

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Fobos-Grunt: contatto stabilito da una Stazione radio ESA


La stazione di tracciamento ESA a Perth, in Australia, è riuscita a stabilire un contatto con la sonda russa Fobos-Grunt ieri, 22 novembre alle 20:25 UTC. Le comunicazioni con la missione diretta verso Marte si erano interrotte subito dopo il lancio, avvenuto lo scorso 8 novembre. Il team di ESA sta lavorando in stretto contatto con gli ingegneri russi per determinare il modo migliore per mantenere il contatto con la sonda. Nelle prossime ore si attendono ulteriori dettagli.

Fonte: ESA

[Tratto da Astronautinews – Matteo Carpentieri]

La stazione di tracciamento ESA a Perth, in Australia, è riuscita a stabilire un contatto con la sonda russa Fobos-Grunt ieri, 22 novembre alle 20:25 UTC.

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Storico decollo di un Soyuz dallo spazioporto europeo di Kourou


La missione Soyuz VS01 è decollata dallo spazioporto europeo di Kourou, in Guyana Francese, alle 12:30:26 CEST di oggi 21 ottobre 2011.
Il lancio, dopo un primo tentativo abortito ieri per un problema al sistema di rifornimento del terzo stadio, è avvenuto oggi senza nessun intoppo.

Il vettore ha immesso in un’orbita di trasferimento il prezioso payload, che consiste nei primi due satelliti della costellazione Galileo, il nuovo sistema di navigazione satellitare dell’UE. Nelle prossime ore avverrà una seconda e una terza accensione dell’ultimo stadio del lanciatore (denominato “Fregat”) che inseriranno Galileo IOV-1 e IOV-2 nella loro orbita definitiva a 23.222 km di altitudine, inclinata di 54,7°.

Soyuz è uno dei lanciatori ad oggi maggiormente utilizzati, e vanta all’attivo più di 1770 missioni. Quello di oggi è il primo lancio di un vettore Soyuz al di fuori dagli spazioporti di Baikonur in Kazakistan o di Plesetsk in Russia.

Questo volo di esordio rappresenta l’introduzione del vettore di classe media nella famiglia di lanciatori gestiti da Arianespace, di cui fa parte anche il lanciatore pesante Ariane 5. La gamma di vettori verrà completata dal lanciatore leggero Vega nel 2012.

Fonti: Arianespace, ESA.

[Tratto da Astronautinews – Matteo Carpentieri]

La missione Soyuz VS01 è decollata dallo spazioporto europeo di Kourou, in Guyana Francese, alle 12:30:26 CEST di oggi 21 ottobre 2011.

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Astrium ed ESA uniti per dare vita all’EDRS


Il 4 Ottobre 2011 diventerà un’altra data importante per la storia spaziale europea. Infatti Martedì scorso l’ESA e l’Astrium Services hanno annunciato la sigla di un contratto per lo sviluppo ed il lancio dell’European Data Realy System (EDRS), che impiegherà dei collegamenti ottici ad alta velocità su due satelliti geostazionari per trasmettere ad alta velocità i dati sulle osservazioni della Terra.

Dopo quasi nove mesi di trattative, spiega Peter B. de Selding dalle colonne di Spacenews.com, l’Agenzia Spaziale Europea si è impegnata a versare 275 milioni di Euro come quota di partecipazione per la costruzione dell’EDRS nell’ambito di una Public-Private Partnership (PPP) che vede anche Astrium partecipare alle spese con una somma di qualche decina di milioni di Euro.
La chiave di volta dell’accordo risiede nella disponibilità da parte di Astrium di mettere in qualche modo “a rischio” il proprio contributo economico, in un’impresa di data relay che al momento non ha ancora un mercato. Infatti, benché le missioni civili e militari di osservazione della Terra di molti governi europei vengano viste come potenziali clienti di EDRS, ancora non sono stati stipulati dei contratti di fornitura.

Il primo payload EDRS verrà lanciato a bordo di un satellite commerciale per telecomunicazioni operato dall’Eutelsat di Parigi. Il satellite, chiamato Eutelsat 9B, verrà costruito dall’Astrium Satellites e verrà lanciato verso la fine del 2014 andando ad occupare lo slot in orbita geostazionaria a 9 gradi di longitudine est. Esso sarà dotato di 66 transponders in banda Ku per le trasmissioni televisive europee. Anche il Governo italiano sfrutterà i servizi di Eutelsat 9B.
Astrium assegnerà un contratto alla OHB-System tedesca per la costruzione del secondo payload EDRS che verrà lanciato nel 2015. Al momento non è ancora stato deciso il suo slot orbitale, ma sicuramente esso verrà collocato a molti gradi di distanza dai 9 gradi est di Eutelsat 9B, sull’arco geostazionario per massimizzare l’area di copertura. Entrambi i payloads EDRS verranno costruiti dalla Tesat Spacecom di Backnang in Germania, società di Astrium.
I Laser Communication Terminals, ovvero il cuore dei payloads, trasmetteranno i dati fra gli EDRS ed i satelliti in LEO ad una velocità che potrà raggiungere gli 1,8 gigabits al secondo sfruttando una tecnologia sviluppata dal German Aerospace Center (DLR). Essi pesano 53 kg e richiedono a piena operatività 180 W di potenza.
Il “pacchetto” di un sistema EDRS raggiungerà il peso di 300 kg ed assorbirà una potenza complessiva di 800 W.

I sistemi di comunicazione via laser della Tesat hanno già volato in LEO per dimostrare i collegamenti intersatellite, ma non sono ancora stati testati in orbita geostazionaria; il satellite Alphasat attualmente in fase di sviluppo per l’operatore di servizi satellitari mobili Inmarsat di Londra, che verrà lanciato all’inizio del 2013, include un terminale laser che dimostrerà le capacità di questa tecnologia in orbite più elevate.

Il secondo EDRS, quello che verrà costruito dalla OHB di Brema, in Germania, verrà installato su di un satellite per telecomunicazioni più piccolo di Eutelsat 9B, quest’altro satellite avrà dello spazio libero disponibile per il trasporto anche di hardware di altre missioni, quindi l’ESA ha invitato i soggetti industriali interessati a fornire le proprie proposte; nella fattispecie si tratta di 160 kg e di 1 kW di potenza disponibili.
Sarà compito di Astrium scegliere il lanciatore per il secondo EDRS e stipulare il contratto per la copertura assicurativa. Sotto questo aspetto l’ESA ha posto delle condizioni minime sul vettore prescelto.

Il possibile e più grosso mercato per i servizi degli EDRS è il programma europeo GMES (Global Monitoring for Environment and Security. I satelliti per l’osservazione terrestre Sentinel 1 e Sentinel 2 di GMES (dei quali si stanno costruendo due modelli ciascuno) trasporteranno dei terminali per le comunicazioni laser forniti da Tesat Spacecom. Ad ogni modo lo status del programma GMES sarà chiaro solo dopo l’assegnazione del budget per i seguenti sette anni, da parte della commissione dell’Unione Europea, a partire dal 2014. Inoltre, non è ancora chiaro se le forze delle difese europee decideranno di equipaggiare i satelliti della prossima generazione dotate di sistemi radar (Germania, Italia e Spagna) o di sistemi ottici (Francia e Spagna), con delle unità di data relay.

I due payloads EDRS posti in orbita geostazionaria renderanno possibile le trasmissioni in banda larga in modalità bidirezionale fra i satelliti in Low Earth Orbit e le relative stazioni di terra. Il sistema EDRS aumenterà il tempo di contatto fra il veicolo spaziale e la Terra velocizzando la trasmissione dei dati all’end user, inoltre renderà possibile la riprogrammazione dei satelliti per l’osservazione terrestre in LEO quasi in tempo reale. L’acquisizione e la consegna tempestiva delle immagini sarà di importanza fondamentale nella gestione delle calamità naturali e sarà di aiuto per i servizi di emergenza a terra per la mappatura precisa delle zone colpite e per la conseguente organizzazione degli interventi di soccorso. Attualmente, i satelliti in LEO possono essere riprogrammati e possono inviare dati solamente in prossimità dei passaggi sulle stazioni di terra dedicate.
Questa nuova autostrada spaziale per i dati doterà l’Europa di un indipendente accesso “on demand” ed in tempo reale ai dati dei satelliti di osservazione terrestre in LEO. Essa risolverà il problema crescente “del traffico di dati nello spazio” permettendo una migliore reattività ed un uso più intenso ed efficace dei satelliti in LEO.

Astrium è la principale società europea per le tecnologie spaziali ed è una consociata interamente controllata da EADS. Essa fornisce sistemi spaziali civili e militari e i vari servizi associati.
Sono circa 15000 i suoi dipendenti, sparsi principalmente negli stabilimenti in Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Paesi Bassi, i suoi principali settori di attività sono Astrium Space Transportation, per i vettori e le infrastrutture orbitali, Astrium Satellites per i satelliti ed i segmenti di terra, ed Astrium Services, per i servizi di corollario e per il marketing.

Fonti: Spacenews.com; Astrium

Qui è consultabile il comunicato ESA.

[Tratto da Astronautinews – Luca Frigerio]

ESA ed Astrium hanno siglato la firma di un contratto per il nuovo sistema europeo EDRS

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PromISSe sarà il nome della prossima missione di lunga durata sulla ISS


Finalmente tutti i pezzi del puzzle sono stati assemblati, adesso la missione dell’astronauta europeo André Kuipers ha un nome ufficiale: PromISSe.

L’ESA ha chiesto ai cittadini dei suoi stati membri di proporre un nome per la nuova missione a lunga durata dell’astronauta olandese.
In poco più di un mese sono arrivate circa 200 proposte da persone di ogni età, si va da un ragazzo tredicenne italiano fino ad un ottantaduenne olandese.
Anche Slovenia, Australia, India, Messico e Argentina hanno partecipato all’iniziativa.

La maggior parte delle proposte è arrivata dai Paesi Bassi, paese d’origine di André, e il vincitore è proprio uno di quelli.

Come per la missione MagISStra di Paolo Nespoli anche in questo caso si è scelto di inserire l’abbreviazione di “International Space Station” all’interno del nome scelto.

PromISSe, come ha spiegato il vincitore Wim Holwerda, significa: “Programme for Research in Orbit Maximising the Inspiration from the Space Station for Europe”. All’interno sono racchiusi tre importanti messaggi: il ruolo della ricerca scientifica, la stazione spaziale e i valori ispiratrici dei programmi spaziali ESA.

Il logo della missione è composto dalla ISS che ruota attorno alla terra, da tre icone e sei stelle.

La ISS che sta per sorvolare l’europa indica il luogo di origine della missione, l’europa appunto.
Le tre icone sulla sinistra rappresentano i tre elementi fondamentali della missione: la scienza, la tecnologia e l’istruzione.
Le sei stelle rappresentano i sei membri dell’equipaggio della missione expedition 30.

Il lancio della capsula Soyuz che porterà Andrè sulla ISS è previsto per inizio dicembre ma la data è ancora da confermare a seguito dell’incidente del cargo Progress lancianto lo scorso 24 Agosto.

Fonte: ESA

[Tratto da Astronautinews – Lorenzo Baglioni]

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